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Accordo UE-Mercosur: le nuove tutele per il settore agrifood e le opportunità di export

Il panorama del commercio internazionale sta vivendo una fase di profonda trasformazione grazie al recente via libera alle misure di salvaguardia legate all’Accordo UE-Mercosur. Questa intesa, frutto di decenni di negoziazioni, punta a creare un’area di libero scambio tra l’Europa e i paesi sudamericani, ma pone al centro della strategia la protezione dell'agricoltura continentale.

Un impulso decisivo alle esportazioni

Il settore dell’agrifood europeo, che già oggi vanta volumi d'affari miliardari verso il Sud America, si prepara a una crescita stimata del 49%. L'abbattimento delle barriere doganali riguarderà prodotti simbolo del nostro territorio:

  • Vini e bevande: i dazi attuali, che toccano punte del 35%, verranno progressivamente eliminati.

  • Settore lattiero-caseario: si prevede un raddoppio delle esportazioni grazie all'azzeramento delle tariffe su formaggi e latte in polvere entro quote prestabilite.

  • Olio e dolciari: riduzioni significative sui dazi per olio d'oliva (10%) e prodotti della trasformazione alimentare come cioccolata e biscotti.

Meccanismi di difesa e clausole di salvaguardia

La preoccupazione principale degli operatori riguarda la concorrenza di prodotti a basso costo. Per rispondere a questo timore, il Parlamento Europeo ha adottato un regolamento sulle misure di salvaguardia estremamente strutturato.

Secondo quanto analizzato da Pasqui srl, la Commissione Europea ha il potere di intervenire tempestivamente attraverso un monitoraggio proattivo. Qualora le importazioni di prodotti "sensibili" (come carne bovina, suina, riso o zucchero) aumentino di oltre il 5% rispetto alla media del triennio precedente, a prezzi inferiori al valore di riferimento, scatterà automaticamente un'indagine.

Tempi certi e controlli sanitari

La velocità di reazione è l'elemento chiave di questo nuovo assetto. Per i prodotti più vulnerabili, le indagini devono concludersi entro quattro mesi, con la possibilità di adottare misure provvisorie in soli 21 giorni. Questo garantisce che eventuali distorsioni del mercato vengano corrette prima di causare danni irreparabili ai produttori locali.

Inoltre, resta fermo il principio della reciprocità degli standard: ogni prodotto importato dovrà soddisfare i rigidi requisiti sanitari e di sicurezza alimentare vigenti in Europa, garantendo trasparenza e salute per il consumatore finale. Con un fondo di riserva da 6,3 miliardi di euro a supporto del settore, l'UE punta a trasformare una sfida competitiva in una solida opportunità di crescita globale.