Regolamento EUDR e Dogana: Obblighi di Diligenza e Gestione del Rischio per le Imprese
Il quadro normativo che regola l'accesso delle merci al mercato europeo si arricchisce di nuovi adempimenti legati alla sostenibilità ambientale. Con l'imminente piena operatività del Regolamento UE 2023/1115 (EUDR) sulla deforestazione, gli operatori che importano o esportano materie prime e prodotti derivati devono confrontarsi con stringenti obblighi di tracciabilità e due diligence prima dello svincolo doganale.
Il regolamento interessa direttamente categorie merceologiche di largo consumo e industriali, tra cui legno, caffè, cacao, soia, gomma, carne bovina e olio di palma. L'obiettivo primario è garantire che tali beni siano a deforestazione zero e conformi alla legislazione del Paese di produzione.
La Dichiarazione di Dovuta Diligenza (DDS)
Per completare le operazioni doganali, l'operatore deve predisporre e trasmettere la Dichiarazione di Dovuta Diligenza. Questo documento costituisce il passaporto digitale della merce e richiede informazioni dettagliate, tra cui:
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Descrizione del prodotto e peso netto senza imballaggio
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Paese di origine e coordinate geografiche precise dei siti di produzione
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Identificazione dei fornitori e tracciabilità dei passaggi nella catena di fornitura
La ricostruzione del processo di trasformazione deve dimostrare in modo inequivocabile l'assenza di legami con la deforestazione successiva al dicembre 2020.
Valutazione del Rischio e Criteri di Controllo
Il sistema europeo si basa su una classificazione dei Paesi di produzione in tre fasce di rischio (alto, standard o basso). A seconda della categoria di appartenenza, variano le percentuali di controlli obbligatori che le autorità doganali e di controllo devono eseguire, oscillando dall'1% per i Paesi a basso rischio fino al 9% per quelli ad alto rischio.
Nel caso in cui l'analisi evidenzi un rischio non trascurabile di non conformità, l'impresa è tenuta ad attivare misure di attenuazione. Queste includono la richiesta di documentazione integrativa, lo svolgimento di audit in loco o il supporto diretto ai produttori locali per adempiere agli standard richiesti.
Misure Correttive e Sanzioni Doganali
La gestione inadeguata della due diligence comporta conseguenze operative rilevanti. In sede di controllo, la dogana può disporre il blocco della procedura, richiedere la rettifica delle irregolarità o ordinare il ritiro e lo smaltimento dei prodotti non conformi.
Il sistema sanzionatorio prevede sanzioni pecuniarie proporzionate al danno ambientale e al valore della merce, che per le persone giuridiche possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo realizzato nell'Unione. A queste si aggiungono sanzioni accessorie quali la confisca dei beni, il divieto temporaneo di immissione sul mercato e l'esclusione da appalti pubblici e finanziamenti per un periodo massimo di dodici mesi.
Imballaggi e Conformità Parallela
Un aspetto di particolare attenzione riguarda gli imballaggi utilizzati per il trasporto delle merci. Sebbene recenti aggiornamenti normativi abbiano introdotto specifici codici di esenzione doganale per alcuni imballaggi monouso o riutilizzabili in legno o carta, tali beni restano comunque soggetti alle normative generali sulla gestione dei rifiuti e dei materiali d'imballaggio. Le imprese devono quindi adottare un approccio integrato di compliance, verificando simultaneamente la conformità del prodotto principale e dei supporti logistici utilizzati per la spedizione internazionale.
